venerdì 30 maggio 2008

VITA DA FAN: I ROCKETS

L'appuntamento mensile con "Vita da fan" questo mese giunge in extremis... Ce ne scusiamo. Alcuni di voi ci mandano mail in cui chiedono cosa possono raccontarci, la risposta é: tutto! "Vita da fan" è una rubrica dedicata ai fan di un genere, di un personaggio, un oggetto o quantaltro.
A titolo d'esempio prossimamente avremo la storia di un nostro lettore e del mangiadischi arancione che ha accompagnato la sua giovinezza, in seguito, il racconto di un fan di Umberto Tozzi. Questa è uno spazio dedicato alle vostre piccole grande storie di passioni che vi hanno accompagnato da giovani e che magari ancora fanno parte della vostra vita.
E ora il racconto di maggio, dedicato ai mitici Rockets, messo in rete da Ernesto (su http://www.pagine70.com/vmnews/wmview.php?ArtID=195). Buona lettura!



Aprile, no forse maggio 1978, accidenti sono passati troppi anni e io all’ epoca ne avevo solo dodici; comunque è domenica, accendo il televisore, rigorosamente in bianco e nero, c’è "L’altra Domenica", varietà condotto da Renzo Arbore.
Ad un certo punto Arbore si collega con la bionda e riccioluta Fiorella, che da una discoteca annuncia l’esibizione di un gruppo musicale; poco dopo compaiono cinque individui con le teste completamente rasate e dipinte d’argento inguainati in tute nere sulle quali risplendono dei motivi geometrici anch’essi di un colore argentato. Il pezzo che eseguono, "On the road again", scorre via piacevole, reso ancor più particolare dall’utilizzo, in alcune parti, del "vocoder", uno strumento quest’ultimo molto in voga all’epoca, e spesso utilizzato per la realizzazione di voci dal timbro "robotico". La canzone termina con un gran botto finale (tipo fuochi d’artificio) e Arbore riprende la parola; in quel momento io invece sono senza parole.

Cavolo, fichissimi!!! Ma, come si chiamavano? Rocks, no Rocche, no. Accidenti, non ho capito bene. Il giorno dopo corro in un piccolo negozio di dischi e descrivo quello che avevo visto il giorno precedente. Il commesso mi mostra una cassetta: "siiiii sono loro, i ROCKETS!!! Ecco come si chiamavano!!!". "On the road again" diventa una hit; in classifica arriva al 2° posto preceduto dalla colonna sonora del film "Saturday night fever". L’anno dopo ci risiamo; "Plasteroid", il terzo album, è già disco d’oro solo con le prenotazioni (180.000 copie); il brano guida "Electric Delight" viene presentato in pompa magna al Festivalbar dell’estate 1979 (vinto poi da Alan Sorrenti con la canzone "Tu sei l’unica donna per me").

Maggio 1980, "Discoring": Claudio Cecchetto mostra il tabellone luminoso della Hit Parade e ad uno ad uno fa ascoltare alcuni secondi dei primi dieci brani in classifica; fa notare che la posizione n.5 è rimasta spenta poiché "si tratta di una sorpresa"; ho il cuore in gola, "al 5° posto", urla Cecchetto, "troviamo Galaxy… a Discoring, i Rockets… Galactica". Eccoli: "Galactica" è fichissima. Anche quest’anno i ROCKETS hanno fatto centro, terzo disco d’oro per loro. Li rivedo ancora in tv in occasione di una puntata del "Cantagiro" allo stadio San Siro di Milano e poi ancora ospiti in alcuni varietà televisivi di quell’estate. Nei juke box si sentono solo loro; il settimanale "Monello" pubblica addirittura due storie a fumetti con i Rockets protagonisti.

La storia del gruppo si concluderà qualche anno più tardi, come tutte le belle storie del resto. Oggi come allora i Rockets sono rimasti nel mio cuore. Conservo a casa di tutto, ed ogni volta che ho voglia di fare un tuffo nel passato riapro il mio baule zeppo di ricordi. Circa dieci anni fa ho conosciuto il tastierista dei ROCKETS che si è stabilito definitivamente in Italia dove ha trovato l’amore…(per chi non lo sapesse, i Rockets erano francesi). Ogni tanto ci incontriamo, siamo amici oramai, parliamo, ridiamo, e lui, tartassato dalle mie domande, mi racconta i dietro le quinte.


Il mio grande rammarico? Non aver mai assistito ad un concerto dei ROCKETS; una delle mie più grandi soddisfazioni? Aver visto pubblicato il mio nome all’interno del coloratissimo booklet della "Definitive Collection" dei ROCKETS, ovvero della loro raccolta dei brani più significativi pubblicata nel 2000…

Bene, termina qui questo mio tuffo nel passato sperando di aver fatto rivivere una piccola emozione a quanti, come me, hanno avuto la fortuna di assaporare le atmosfere dolci e psichedeliche di quegli anni, di cui conservo comunque uno splendido e indelebile ricordo.

3 Scrivi il tuo commento:

Anonimo ha detto...

un racconto esemplare pr come è stato scritto e per l'argomento, complimenti Ernesto.

mauro ha detto...

anch'io voglio consocere i ROCKETS!!!

indijestionedisko ha detto...

ciao a tutti , a differenza dell'amico ernesto..io un concerto dei grandi rockets..l'ho visto..era il 1980,oggi io ho 45 anni,a cucciago,cantu',co... e' stato il secondo concerto della mia vita, il primo Amanda lear.! da allra non ho mai smesso e credetemi ne ho visti tanti..ma come quello dei rockets....ho un bellissimo ricordo...solo quello allora nonc'erano telefonini e digitali ma le vecchie macchine fotog...sbagliavi rullino espisizione come me.... e addio foto..ma ad oggi rimane ancora unico....inutile dire che ho tutti gli lp......saluti