domenica 27 luglio 2008

AMARCORD:I PUNTI MIRALANZA

La parola "Amarcord" rievoca l'omonimo film di Fellini, ricordi del nostro passato, sapore di nostalgia e, da oggi, anche una nuova rubrica di MitiCultTrash. In realtà si tratta di un appuntamento a metà tra la novità e il già noto: in effetti, abbiamo voluto rinnovare lo spazio "Vita da fan", dandogli una nuova identità.

"Amarcord" parte dallo stesso principio di "Vita da fan", racconti basati su passioni personali (per cose, persone, fenomeni o quantaltro), ma si allarga anche a semplici ricordi di un momento, una stagione, una situazione; la nostalgia di qualcosa o qualcuno; la voglia di riparlare di un determinato argomento che ci stava a cuore. Insomma "Amarcord" è libertà di ricordare, raccontare, condividere esperienze personali di vario genere (racconti da fan o memorie dei bei tempi, resoconti di una vacanza mitica o voglia di discutere della tv di un volta ecc. ecc.).
Inviate le vostre storie all'indirizzo di posta di MCT, iostoconglippopotami@gmail.com, citando la rubrica Amarcord
H7-25

Se non avete piu’ di 35 anni, sara’ difficile per voi ricordare, ma per me i punti della MiraLanza rappresentano una dolce immagine della mia infanzia. Ora probabilmente quelli che non hanno mai visto i punti si staranno chiedendo anche cosa sia la MiraLanza, niente di più semplice...

La gloriosa marca di detersivi era una fabbrica di saponi e detersivi che aveva sede in Roma, quartiere Ostiense, all’ombra del Gazometro tanto amato da Ferzan Ozpetek. Produceva sapone da bucato, sia solido che in polvere. Quello in polvere andava bene per lavare a mano o in lavatrice. Quello per la lavatrice era contenuto in un fustino di cartone di forma cilindrica (da cui il termine fustino, appunto).

All'acquisto dei prodotti, venivano assegnati (non so in che modo) un tot di punti, da raccogliere per poi ottenere un regalo, che erano sotto forma di figurine con icona rappresentata e in alto a destra il valore. Ricordo il clown, il gondoliere, il cammelliere, e alcune altre figure per lo più rappresentanti mestieri esotici e lontanissimi dalla realtà italiana.

Le figurine erano molto belle e per i bambini di allora (me compresa) era una festa infilare la mano nella polvere bianca di detersivo e cercare con le dita il cartoncino duro della figurina per poi pescarla fuori, impolverata e profumata di detersivo. Quei punti furono cosi’ innovativi e famosi che ancora oggi a Roma c'è l’abitudine di chiedere all’automobilista indisciplinato: "ma la patente l’hai presa coi punti della MiraLanza?"

Già all'epoca le raccolte punti erano però truffaldine, ricordo che dopo un migliaio di punti raccolti, il catalogo dei regali ci offriva mirabolanti premi come due bicchieri da vino o due racchette da ping pong di plastica con pallina di gomma piuma. Probabilmente l'innocenza della mia infanzia è finita con la delusione avuta dai punti MiraLanza
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Silvana 72 (Roma)

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