In un'infanzia contraddistinta da una famiglia un po' retrograda e chiusa su sé stessa, una piccola città di provincia, poche occasioni di concretizzare sogni e ambizioni fuori dalla routine ordinaria, cosa rimaneva da fare ad un adolescente timido e, a quel tempo, anche un po' sfigatello che contava su un nucleo ristretto di amici (only man...)? Sognare!
E per emergere da quella realtà piatta non mi rimaneva che sognare alla grande. Nei miei sogni convergevano influenze varie: film americani (da quelli giovanili a quelli di eroi alla Rocky) ma anche i musicarelli anni 60, auto supermoderne, tecnologia avanzate, le ragazze che mi piacevano nella realtà, i miei autentici nemici e un copione narrativo che si ripeteva.
Nella maggiorparte dei casi il sogno si apriva col sottoscritto tale e quale come era nella realtà, ovvero uno come tanti che non riusciva a battere un chiodo con le ragazze... Poi succedeva qualcosa. Una volta incontro un genio della lampada, un'altra un extraterrestre e grazie a loro potevo viaggiare nel tempo (praticamente ero in anticipo su "Ritorno al futuro").
La mia destinazione temporale preferita erano gli anni 60, quelli che vedevo nei film musicali in bianco e nero con i vari Gianni Morandi, Little Tony, Bobby Solo ecc. In quello scenario sbarcavo io, ma attrezzato di conoscenze e tecnologia del mio tempo (proprio come il Martin McFly di "Ritorno al futuro"). L'acchiappo con le ragazze e lo sbeffeggio dei fighetti dell'epoca diventava una certezza...
Ogni volta il sogno aveva un'ingrediente differente, ma sostanzialmente la struttura narrativa rimaneva invariata: la mia rivincita che si consumava con largo vantaggio, grazie a tutti gli optional e le conoscenze di cui ero dotato. Le donne mi cadevano ai piedi, gli uomini mi detestavano. Ogni tanto le situazioni si complicano (un po' d'avventura ci voleva d'altronde)e mi piaceva immaginare di risolverle con contromosse prese a prestito da film d'avventura e d'azione.
Un dettaglio significativo: si trattava evidentemente di sogni pilotati. Ovvero, quando il sonno stava per arrivare, mi concentravo sulla storia da sognare, poi innestavo il "pilota automatico" e il mio inconscio faceva il resto. Ogni tanto avevo anche delle "guest star" nel mio sogno: Bud Spencer e Terence Hill (ovviamnete miei grandi amici), il grande Mazinga (che pilotavo), Olivia Newton John (che obbligatoriamente diventava la mia fidanzata) ecc. ecc.
Insomma era il mio modo di ritagliarmi anch'io un piccolo spazio tra i tanti "vincenti" a cui non assomigliavo. Poi le cose sono cambiate... in meglio!
H7-25
lunedì 21 luglio 2008
IL DIARIO DI H7-25: QUANDO SOGNAVO DI VIAGGIARE NEL TEMPO...
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2 Scrivi il tuo commento:
ma cosa fumavi da piccolo?
succedeva qualcosa del gener anche a me ma non facevo sogni cosi elaborati, ma ti capisco
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