La parola "Amarcord" rievoca ricordi, nostalgia... e dal mese scorso anche una nuova rubrica di MitiCultTrash. Un appuntamento a metà tra la novità e il già noto: in effetti, abbiamo rinnovato lo spazio prima intitolato "Vita da fan" dandogli una nuova identità.
"Amarcord" parte dallo stesso principio: racconti basati su passioni personali (per cose, persone, fenomeni o altro)o ricordi di un momento, una stagione, una situazione; la nostalgia di qualcosa o qualcuno; la voglia di riparlare di un determinato argomento che ci stava a cuore.
Inviate le vostre storie all'indirizzo mail di MCT, iostoconglippopotami@gmail.com, citando la rubrica Amarcord
E ora leggiamo la storia che ci ha mandato Manuela di Torino.
H7-25
Le radio private. Cosa rappresenta meglio quello spirito di libertà, di sfida, di intraprendenza, che ha caratterizzato la prima parte degli anni 70? A quel tempo ero un ragazzina, vivevo in Piemonte e spesso cambiavo provincia per andare a trovare i nonni. La mia passione? Le radio libere (come si chiamavano allora). Ovunque andassi, chiedevo se potevo ascoltare la radio, e andavo a cercare le frequenze delle radio locali, le mie preferite.
Ma torniamo a quel magico mondo fatto di voci "fiche", che magari non corrispondevano all'aspetto dei personaggi. Gente che giocava a fare l'americano e poi viveva nei palazzi di ringhiera a Porta Palazzo (Torino) o in un paesino di provincia. Gente che nel week-end animava feste di paese o in piccole discoteche, che incideva spot pubblicitari per arrotondare...
Ricordo che c'era Radio ABC italiana, la seconda o terza radio privata torinese; trasmetteva da Corso Stati Uniti, nel centro di Torino, da uno studio ricavato in un locale del cortile della casa...
C'era Radio Pinerolo International, che trasmetteva da una specie di palafitta di fianco a una pizzeria della periferica Via Saluzzo. La leggenda narra che vi trasmettero in tre: un padre "estroso" e i due figli che trasmettevano con gli pseudonimi di "baby 1" e "baby 2"...
Radio Eco da Bibiana (nella Val Pellice) con i suoi programmi no-stop e un tipo, tale Mister X, che stava in radio tutta la notte a parlare e mettere dischi. Ho ancora un adesivo pubblicitario di questa radio appiccicato sulle forcelle del mio vecchio e caro Ciao.
E Radio Torino International, dove conduceva una trasmissione anche una giovanissima Alba Parietti.
Senza dimenticare Radio GRP (che esiste tuttora): all'epoca vi lavorava un certo Marco Basso che aveva una bellissima voce, tanto che io e una mia amica un giorno siamo andate ad aspettarlo all'uscita della sua trasmissione per conoscerlo; poi, visto che non era esattamente come ce lo aspettavamo, non ci siamo fatte riconoscere...
Potrei continuare per un'altra pagina a ricordare mitiche sigle radiofoniche, fantasiosi nomi di dj, pubblicità fenomenali nella loro semplicità, le richieste, le dediche alla persona amata ecc. ecc.
Potrei, ma rischierei di far sgorgare una lacrima alla sottoscritta e magari anche a qualcuno di voi. Mi fermo qui, con quel dolce ricordo di un mondo pionieristico che ho avuto la fortuna di conoscere ed amare da utente. Vi lascio con una dedica, la canzone "La radio" di Eugenio Finardi.
Ciao a tutti gli amici del blog.
Manuela
"Amo la radio perchè arriva dalla gente
entra nelle case
e ci parla direttamente
e se una radio è libera
ma libera veramente
mi piace ancor di più
perché libera la mente.
Con la radio si può scrivere
leggere o cucinare.
Non c'è da stare immobili
seduti lì a guardare.
E forse proprio questo
che me la fa preferire:
è che con la radio non si smette di pensare".
domenica 31 agosto 2008
AMARCORD: LE RADIO LIBERE
Tags : anni settanta, finardi, ford torino, grp, piemonte, radio, radio libere, radio private
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molto carina la storia raccontata da manuela, trovo molti paralleli con la mia vita...
grande storia, mi ha fatto venire i brividi.
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