lunedì 18 agosto 2008

IL DIARIO DI H7-25: IL TEMPO DELLE MELE

Ci sono immagini che ti restano incollate addosso, anche a distanza di anni. Quella all'origine di questa storia è raffigurata dalla locandina di un film: "Il tempo delle mele". Il racconto che state per leggere spiega la mia passione per quella pellicola, e la scelta di quella locandina come icona rappresentativa di questo blog.

Correva l'anno 1981, io timido studente di prima media già da un paio d'anni mi struggevo d'amore per una mia compagna di classe: la bella Sabrina. Lei era bionda, occhi grigi, sguardo sognante ma deciso, bel fisico. Ne andavo matto. Ma purtroppo le sue attenzioni non erano ricambiate. Aveva un ragazzo misterioso, nella località di campagna in cui vivevano i suoi nonni e dove andava a passare quasi tutti i fine settimana. Se poi avesse dovuto scegliere un "cavaliere" tra i compagni di classe era chiaro che non avrebbe optato per me, ma per il biondo e fascinoso Andrea...

Così per me restava un sogno, un bellissimo sogno. Io tentavo almeno di diventare suo amico. In estate le mandavo sempre una cartolina dalle vacanze, a scuola le proponevo spesso inviti a feste di miei amici o uscite in compagnia il sabato pomeriggio. Mai che mi dicesse si... Aveva sempre altri impegni.

Un giorno, però, i ruoli si invertirono: Sabrina mi disse che quel fine settimana non sarebbe andata dai nonni e mi chiese se volevo andare al cinema con lei e una sua amica. In programmazione c'era un film che stava sbancando i botteghini: "Il tempo delle mele".

A partire da quel momento i ricordi si sfocano. Preciso che io ero un ragazzino timidissimo e quell'invito mi prese alla sprovvista. Ne parlai al mio migliore amico, Paolo, il quale evidentemente era disponibile a farmi da spalla. Ma alla fine decisi paradossalmente di non accettare l'invito. Perché? Avevo paura di fare brutta figura, ero intimorito dalla grande occasione che mi si prospettava. E alla fine non andai nemmeno a vedere quel film (lo vidi anni dopo, alla televisione).

Il momento più duro fu quando, schiacciato dalla timidezza, dovetti inventarmi che quel sabato non ero libero perché andavo via coi miei genitori. Non vi dico gli insulti che dovetti subire da parte del mio amico; mi disse: "E d'ora in poi non mi parlare più di Sabrina, non voglio più sopportare i tuoi pianti..."

Che disfatta! Un paio d'anni dopo, alla fine della scuola media, le nostre strade si separarono. Rimasi cotto di Sabrina per almeno altri 2-3 anni, incrociandola saltuariamente al mattino andando a scuola. Ma ormai il mio destino con lei era segnato. Restava il bellissimo ricordo di quell'invito e dei giorni passati ad immaginare come avrebbe potuto essere un pomeriggio con lei al cinema, magari con un bacio nel buio, guardando insieme "Il tempo delle mele". Chissà cosa sta facendo ora Sabrina e se si ricorda ancora di me...
H7-25

3 Scrivi il tuo commento:

Anonimo ha detto...

eri prorpio rinco...

B.

max&vera ha detto...

storia toccante, mi ricorda esperienze vissute o sentite. sivede che è una storia vera.certo che per riprendere il messaggio precedente eri proprio rinco....
;-)

Anonimo ha detto...

sò cosa hai provato e non ti do assolutamente del rinco...anzi,fidati,ti capisco bene