lunedì 15 settembre 2008

GAZEBO: INTERNET HA CANCELLATO IL PIACERE DI "POSSEDERE" LA MUSICA

Dopo quasi una settimana di attesa (troppo è vero, chiediamo venia...) eccovi la seconda parte dell'interessantissima intervista che Gazebo ha concesso in esclusiva a MitiCultTrash. Ancora una grande grazie a Paul Mazzolini (il suo vero nome...). Buona lettura!!!
H7-25


La radio oggi, come nei decenni scorsi, mantiene un ruolo di protagonista nella diffusione della musica, che rapporto hai con questo mezzo? E’ veramente tramontato il tempo delle radio libere. Oggi solo Fiorello sembra avere il coraggio e la possibilità di seguire il suo istinto…
La radio come l’abbiamo conosciuta noi nei anni 70-80 non c’è più perché oggi la radio é solo business. E’ un’azienda che ruota intorno a fatturati e market shares. Mettiamoci pure l’audiradio, il music control e quant’altro. Ho sentito di radio che non trasmettono le novità perché rischiose, solo successi, magari dell’anno precedente ma solo successi! E senza radio come nascono i successi?
Per fortuna esistono poche eccezioni come Fiorello che dall’alto del suo grandissimo consenso riesce a svincolarsi da certe logiche. Le radio dovrebbero tenersi un minimo di 30-40% di programmazione libera, a secondo dell’umore dello speaker o su richiesta del pubblico e non parlo di orari di lupi solitari. Dovrebbero tornare umane e non gestite da database e fatturati.

La crisi del mercato discografico dipende da una mancanza di idee valide o è maggiormente legata all'avvento di internet, scelte sbagliate delle major o che altro ?
Credo che ci siano vari fattori, uno è la banalizzazione della produzione ha impoverito la qualità della musica, oggi chiunque può con un computer o un cellulare produrre qualcosa se poi questo chiunque è in grado di finanziarsi o addirittura di distribuire e propinare la propria opera d’arte ecco che ci troviamo in un mercato inflazionato. Poi l’impoverimento della qualità degli addetti agli lavori ha portato ai vertici delle case discografiche gente che si occupava di dentifrici o peggio ancora... La cosa si commenta da sola.
Terza causa: le radio hanno seguito le logiche di cui sopra. E infine, internet e più in generale il P2P hanno sradicato il senso di possedere musica, oggi non è più necessario possedere un album, leggere i testi o guardare una copertina, la musica è un file come lo è la foto dell’amichetta o il codice per il proprio home banking.


Facciamo un passo indietro. Come è nato il tuo amore per la musica. Quale è stata la scintilla?
Un giorno riuscì a fare senza impicciarmi le dita l’arpeggio di "Suzanne" di Leonard Cohen, posando il mento sulla chitarra ne percepivo la vibrazione, vibrazione che si univa a quella della mia voce.

Raccontaci l’ispirazione di brani immortali come "I like Chopin" e "Masterpiece"
Nascono dalla collaborazione con Pierluigi Giombini che conoscevo da molti anni e con il quale formai vari gruppi rock progressivo nei anni 70.
Il mio era un mondo new wave, intriso dalla poesia di Baudelaire e dei suoni elettronici dei gruppi Inglesi dell’epoca, gruppi come Ultravox e Human League. Il suo dal mondo della disco elettronica di Moroder e dalla formazione classica al conservatorio.
"Masterpiece" narra di un’attrice dei Anni 30’ incapace di accettare gli anni che passano e che decide di suidarsi in un party a bordo della sua Rolls interpretando così il suo capolavoro.
"I like Chopin" descrive una storia passionale e particolare tra due personaggi dell’800, Chopin appunto e la vulcanica George Sand.




Come spieghi questo ritorno della musica e degli artisti anni 80?
Forse perché oggi è diventato difficile sentire una canzone decente. I suoni non sono cambiati più di tanto e cambiata solo la tecnologia (da analogica a digitale), tanto vale sentire una bella canzone dei anni 80, musica fatta da musicisti, suoni attuali e divertimento garantito, in discoteca poi senza l’ausilio di pillole e/o surrogati.

Sei in contatto con altri protagonisti della scena discografica anni 80? E quale musica o artisti ascolti oggi?
Si, ogni tanto ci incrociamo nelle serate. Ascolto di tutto senza pregiudizi, a volte mi piacciono anche le produzioni commerciali di oggi ma mi conforta sapere di avere tanti dischi dal passato e cosi ogni tanto metto sul piatto qualcosa dei Van Der Graaf Generator

Che immagine hai della discodance anni 80?
E’ un genere musicale! Può sorprendere ma quella musica ha fatto il giro del mondo partendo dall’Italia e dalla Germania, se ne sono vendute e se ne vendono ancora milioni di copie. Bisogna però anche ammettere che moltissima di quella roba era di bassa qualità...

Alcuni tuoi colleghi che dominavano le classifiche anni 80 con brani in lingua inglese, come Mike Francis, Raf e Spagna, per esempio, si sono poi misurati con la lingua italiana. Qual'é il tuo rapporto con la musica italiana e col Festival di Sanremo?
Ho delle difficoltà a sopportarmi in italiano, non credo di essere all’altezza. Non fa parte della mia cultura di base (sono arrivato in Italia a 15 anni) e il suono della mia voce non mi convince. Ma chissà, magari un giorno...
Il Sanremo del passato era senz’altro affascinante, il giorno dopo sentivi già i pezzi nei luna park! Oggi è un programma TV e basta, la musica ha poca attinenza con i gusti della gente. Si investe di più sull’evento e meno sulla musica, è un peccato.


Parliamo dei tuoi fans. Che rapporto hai con loro? C’è un evento particolare collegato ai tuoi ammiratori che ti è rimasto impresso?
Ho un ottimo rapporto, abbiamo un forum sul mio sito (http://www.gazebo.info/forum/index.php) dove ci sentiamo quotidianamente (o quasi)
E cerco laddove è possibile di soddisfare le loro richieste e curiosità.
Rimango sempre colpito dall’affetto che provono per me malgrado sia virtuale.


Chi è Gazebo quando smette di essere Gazebo e torna ad essere Paul Mazzolini? Raccontaci di te in famiglia, con gli amici…
Sono una persona normalissima, passo le mie giornate a fare musica e ad occuparmi della mia famiglia, sono molto orgoglioso dei miei figli e ripeto mi considero un uomo fortunato. Non sono corroso da brama di soldi, consenso e notorietà, mi accontento di poco e la vita mi ha dato più di quanto sperassi!

1 Scrivi il tuo commento:

angela ha detto...

un artista che ha saputo stare al passo coi tempi, anche se messo un po' da parte dallo showbiz. leggendo l'intervista ne apprezzo anche l'aspetto più intellettuale. let's keep in touch paul ;-)