giovedì 25 settembre 2008

IL DIARIO DI H7-25: LA PRIMA "SIGA"

Attenzione: questa storia potrebbe "turbarvi". Se siete salutisti fermatevi qui, altrimenti vuol dire che non vi scandalizzate a leggere della prima volta che ho provato a fumare una sigaretta...

Correva l'anno 1983 (o giù di li), come tanti adolescenti osservavo con ammirazione "quelli" che fumavano. A quell'epoca la sigaretta non era criminalizzata come oggi... Una "bionda" tra le dita e ci si sentiva fighi. Il problema è che all'epoca fumare voleva dire rischiare sganassoni da parte dei genitori; mica come adesso che i teen ager si accendono le canne all'uscita delle scuole.
C'erano i partiti del pro, del contro e quello degli indecisi. Io appartenevo a quest'ultimo. Timido e rispettoso delle consegne parentali, non avevo mai preso in considerazione la possibilità di fumare.
Fino a quando, un giorno, me ne parlò il mio vicino di casa, Paolo. Con i suoi andava spesso a trovare degli amici, il cui figlio era "grande" (17 anni...) e poteva fumare in casa.

Un giorno Fabrizio (questo il nome del fumatore casalingo) regalò al mio amico una siga marca "Milde Sorte", un corpo del reato che venne ben nascosto fino a quando, una sera, in mezzo alla nebbia invernale Paolo la tirò fuori a sorpresa. Eravamo in una viuzza vicino a casa nostra, protetti dal buio e dalla foschia. Paolo la accese, tirò e me la passò. Ricordo ancora oggi con fastidio la sensazione di soffocamento che ne seguì...

Ma la cosa più spassosa era il siparietto che seguiva le fumate clandestine. Bisognava far sparire l'odore di fumo: per l'alito ci attrezzavamo con caramelle alla menta, per le dita strappavamo qualche filo d'erba e ci sfregavamo le mani. I pacchetti si nascondevano rigorosamente fuori casa (in un cespuglio, avvolti in un sacchetto di nylon).

Il sabato sera la sigaretta divenne di rigore, salvo beccare in giro qualcuno che conosceva i nostri genitori e fare ardite acrobazie per non farci vedere con la "siga"; ricordo di una volta in cui Paolo incontrò suo padre e dovette spegnersi in mano la sigaretta.

Erano tempi pionieristici per noi adolescenti, non si bruciavano le tappe come oggigiorno. Le esperienze "vietate" si facevano col timore di essere ripresi dai nostri genitori. Forse è anche per questo motivo che la nostra generazione ha ancora conosciuto il rispetto per le regole e, soprattutto, il dolce sapore di trasgredire...

H7-25

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