Ospite dell'intervista in esclusiva di questo mese è una vincitrice del festival di Sanremo: Tiziana Rivale, trionfatrice dell'edizione 1983 con la canzone "Sarà quel che sarà".
Storia atipica quella di Tiziana, a cui la vittoria della rassegna sanremese ha appiccicato un'etichetta pesante: quella di cantante melodica. Ma l'artista della provincia di Latina dopo quel successo repentino ha in seguito cercato, non senza difficoltà una nuova identità artistica. L'etichetta discografico le imponeva uno stile pop melodico, lei cercava di smarcarsi puntando ad un genere più moderno, più internazionale.
Tiziana si prenderà lo spazio auspicato più tardi, dopo aver passato anni all'estero (Usa) e aver fatto ripartire la propria carriere dai club, dai mini-concerti dal vivo e dalla musica inglese.
Conosciamola in questa lunga chiaccherata che ci ha concesso in esclusiva, di cui pubblichiamo la prima parte. Buona lettura!
H7-25
Ciao Tiziana e grazie per averci concesso questa intervista. Tu hai spesso lamentato incomprensioni con il mondo discografico agli inizi della tua carriera. A cosa ti riferivi in particolare? E oggi come gestisci le tue scelte professionali?
"Nel 1983, quando mi fecero il mio primo contratto importante, ero inesperta; mi dicevano di cantare certe cose e io le cantavo. Non potevo dire la mia, anche se non condividevo quelle scelte musicali. Ora mi gestisco da sola e prendo decisioni in modo più preciso, che mi corrispondono meglio".
I festival degli anni 80 non eccellevano per la loro qualità, tuttavia canzoni come "Sarà quel che sarà" sono rimaste nella memoria collettiva più di altri brani recenti. Come te lo spieghi?
"E' una questioni di gusti, di epoche e di impatto sul pubblico. Io oltretutto non ero molto convinta di quella canzona, l'ho cantata perché me l'hanno imposta. Ancora oggi comunque me la chiedono in molti, l'ultimo caso è stato alla trasmissione di Carlo Conti 'I migliori anni'. E quando me la domandano non mi posso certo rifiutare..."
Fu difficile da gestire quel successo? Immaginavi che ti avrebbe poi incollato un'etichetta così pesante addosso?
"Innanzitutto non credevo di vincere. Sai allora si diceva che i festival erano pilotati, ma poi grazie alla giuria popolare fui io a trionfare. Ovviamente fui contenta, ma in seguito divenne faticoso far capire alla mia casa discografica che c'era altro in me. Non ero una cantante melodica, né allora, né adesso".
Meglio vivere con la fama di Sanremo addosso o poter scegliere in modo autonomo cosa fare?
"Vedi, i discografici di allora sono quasi tutti falliti e oggi l'industria della canzone è in coma. Io però vado avanti serenamente e sono contenta. Faccio molte cose all'estero, in giro per l'Europa, dove sono molto richiesta. Cantare in inglese, oltretutto, è sempre stata la mia passione".
Come hai visto cambiare il mondo discografico dagli inizi della tua carriera a oggi?
"Oggi se hai qualcosa da dire devi scegliere un'etichetta indipendente. Se dovessi iniziare ora è a loro che mi affiderei. Le case indipendenti si muovono, creano possibilità e rischiano in proprio".
Parliamo della crisi delle vendite. Dipende dalla mancanza di idee nuove da parte delle major, di artisti validi o dell'avvento di internet?
"Bisogna dire che i discografici che ho incontrato io erano tutto tranne che discografici, la mancanza di idee altrimenti c'è sempre stata. Internet? Dipende da come lo si usa. Agli emergenti fornisce uno spazio per farsi conoscere e un canale per diffondere il proprio prodotto, basta pensare a myspace..."
Tu oltre alla musica hai fatto anche parecchia tv, mai stata tentata di tradire la tua prima passione per il mezzo televisivo?
"In tv sono stata chiamata da Paolo Limiti, senza alcuna raccomandazione, difficile quindi che mi richiamino ancora. Ho fatto sei anni di trasmissione con lui, è stato interessante e piacevole. Adesso vengo invitata per cantare una canzone o per parlare di gossip, ma quest'ultimo aspetto non mi interessa affatto".
Oggi comunque la musica si è presa una bella rivincita. Si diceva che la canzone in tv non funziona e ora trasmissioni come "I migliori anni" fanno grossi ascolti proprio con cantanti del passato...
"E' da un po' di tempo che non si facevano più programmi musicali, penso a Discoring e così via... Adesso hanno capito come si fa. La responsabilità era degli autori che non capiscono niente. In realtà i cantanti sono sempre richiesti e benvenuti nei diversi spazi in tv".
(continua)
domenica 9 novembre 2008
INTERVISTA A TIZIANA RIVALE: "QUELLA DI SANREMO NON ERO IO..."
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un grande in bocca al lupo a Tiziana Rivale! e pensare che anche Milva dopo 15 anni ci riprova con una canzone dal titolo che ci ricorda vagamente qualcosa "The show must go on"....
grande tizianaa, una con le palle!!!
tiziana rivale e' una delle cantanti piu' brave, preparate e perche' no? belle, che abbiamo mai avuto in italia... dovreste sentirla quando canta canzoni di Whitney Houston o di Mariah Carey... che voce! Non sarebbe ora che se ne accorgessero?
grande grande Tiziana! in bocca al lupo per il nuovo lavoro "Mystic Rain". gianluigi
necessita di verificare:)
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