Mike Francis è uno di quei nomi legati al periodo d'oro della pop-dance italiana che non è mai tramontato in termini di popolarità. Anche chi non lo ha conosciuto direttamente ha nelle orecchie almeno uno dei suoi celebri titoli, da "Survivor" a "Let me in". Un artista competente, dotato, appassionato del suo lavoro, con un repertorio musicale eterogeneo e raffinato che spazia dalla pop fino alla ambient.
Una voce unica, abbinata ad atmosfere altrettanto originali che solo la mano di Mike Francis poteva scrivere così. E' in più è una persona umile, disponibile, seria. E' dunque con grande piacere che questo mese accogliamo l'intervista in esclusiva a Mike Francis. Un grazie alla sua agenzia per la collaborazione fornita e naturalmente a Mike per la squisita gentilezza. Eccovi la prima parte dell'intervista.
H7-25
Il tuo più grande successo "Survivor" compie quest'anno un quarto di secolo; cosa porti ancora dentro di quella canzone, quali sono i ricordi che ti legano a lei?
Provo un profondo senso di affetto per quella canzone, anche se oggi ne noto soprattutto i difetti.
Tu hai svariato tra la pop elegante, alla canzone italiana, alla musica world e ambient. Qual è il tuo attuale universo musicale?
La musica elettro-acustica sperimentale, usare tutto ciò che esiste e produce suoni, mischiando influenze etniche diverse per fonderle insieme.
Quali sono i tuoi progetti attualmente in cantiere e il sogno da realizzare?
A parte un best of che stavolta ho curato personalmente, poiché gli altri due usciti alla fine degli anni ottanta non mi sono mai piaciuti, sto lavorando al nuovo progetto dei Mystic Diversions. Un sogno? La musica per un bel film
Parlaci del progetto Mystic Diversions
Mystic Diversions mi permette di scrivere al di fuori del pop, senza regole, io la chiamo musica per films che non esistono, non saprei darle un’etichetta. Nel ’99 la casa discografica Energy mi diede la possibilità di produrre il primo album e da allora ne abbiamo fatti 5. Ho sempre lo stesso entusiasmo quando ne inizio uno nuovo.
Da Mike Francis a Francesko, raccontaci il percorso di questa evoluzione.
Francesko è solo uno pseudonimo che uso come compositore, soprattutto per quello che scrivo per i Mystic. Specialmente all’inizio non volevo che, usando il nome Mike Francis, si distogliesse l’attenzione dal progetto o si creasse confusione.
Compositore, autore, cantante: cosa ti gratifica di più, pensare ad un prodotto per altri o per te stesso?
In verità mi piace più scrivere per altri o fare musica strumentale, a volte mi piace ascoltare la mia voce su qualche brano in particolare. Ho sempre trovato la vita del cantante noiosa. Passi un anno a fare un disco, poi devi cantare per un altro anno le stesse canzoni in televisione e nei concerti, mentre nella testa sei già da un’altra parte.
Che situazioni e luoghi aiutano a far nascere in te l'ispirazione musicale?
Essere sotto pressione, l’insonnia, ascoltare le storie delle persone, Londra, stare da solo in mezzo a tanta gente. L’ispirazione mi viene sempre ripensando a un’emozione, mai mentre la vivo.
Che rapporto hai con la celebrità? Essere stati un mito internazionale può essere un peso o un vantaggio? Oggi come vivi la tua popolarità?
E’ sempre un vantaggio essere popolare, non fai mai la fila negli uffici e nei negozi…a parte gli scherzi all’inizio mi sono dovuto abituare perché, soprattutto negli anni ottanta il successo che avevo mi impediva di fare una vita normale, passavo molto tempo a casa e nelle camere degli alberghi. Andavo in vacanza in posti dove non mi riconosceva nessuno. Oggi il mio viso non è più così popolare, posso tranquillamente andare in giro come una persona normale.
Che rapporto hai con le nuove tecnologie, non temi che possano limitare o ingabbiare la creatività?
Non esiste una tecnologia che limiti la creatività, esistono solo persone che non hanno creatività
La crisi del mercato discografico dipende da una mancanza di idee valide o é maggiormente legata all'avvento di internet, scelte sbagliate delle major o che altro ?
La crisi c’è ma solo da un punto di vista economico, oggi un artista di medio successo fa fatica a sopravvivere solo con la sua musica, ma trovo che poter scaricare tutto quello che uno vuole da internet sia fantastico, così come mettere la propria musica in rete per farsi conoscere. Per quanto riguarda il mercato discografico, in Italia è sempre stato un problema di cultura sbagliata. Non è assolutamente vero che i cd costino tanto. Una volta a un ristorante qualcuno mi disse con aria polemica che aveva pagato 22 euro un cd dei Mystic Diversions. Io col menù alla mano gli feci notare che la matriciana che stava mangiando costava 15 euro! Solo che per fare quel cd c’era voluto il lavoro di un anno di tante persone. Non c’è bisogno di comprare un cd al giorno, quando ero piccolo compravo 2 LP al mese, eppure non c’era la crisi. E’ la musica che ha perso di valore nel pensiero delle persone.
lunedì 8 dicembre 2008
INTERVISTA A MIKE FRANCIS: VORREI SCRIVERE LA COLONNA SONORA DI UN FILM
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grande francesco (mike) da anni non leggevo più una tua intervista. sei un musicista e una persona di spessore. mi prenoto già per il tuo best of!
grande francesco (mike) da anni non leggevo più una tua intervista. sei un musicista e una persona di spessore. mi prenoto già per il tuo best of!
GRANDE FRANCESCO!!!
SPERO CHE IN TV PER NATALE E LA PROMOZIONE DEL DOPPIO CD TI FARAI VEDERE....E' VERO CHE SEI UNA PERSONA NORMALE...TI VEDO SPESSO NELLA TUA ZONA A ROMA SEI SEMPRE MOLTO DISCRETO...CIAO MARCO
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