Inizio d'anno col botto per MitiCultNews. Ospite dello spazio dedicato all'intervista del mese è Jerry Calà, che poche settimane fa è tornato al cinema col suo nuovo film "Vado a vivere da solo". Per Jerry lo scorso dicembre ha rappresentato anche una ricorrenza speciale: i 25 anni della sua partecipazione in "Vacanze di Natale", una commedia che ha segnato tutta la nostra generazione.
1983: "Vacanze di Natale", sei il numero uno sulla piazza. Come arrivasti a lavorare con i Vanzina e al successo?
Io venivo già da una bella gavetta e da una serie di successi. Dagli esordi con i Gatti, conosciuti a scuola a Verona, alla fine degli anni ‘60. Il gruppo lo formammo però nel 1971 e poco dopo iniziarono le nostre apparizioni televisive, quali ad esempio Non-Stop, il programma precursore di Drive In, che lanciò gente come noi, i Giancattivi (Nuti, Benvenuti, Athina Cenci), la Smorfia (Troisi, Lello Arena ed Enzo De Caro) e, principalmente, Carlo Verdone.
La grande occasione nel cinema mi arrivò da Carlo Vanzina, che mi offrì di fare I fichissimi dopo i due film coi Gatti, Arrivano i Gatti e Una vacanza bestiale, che andarono molto bene. Ma è ne I fichissimi, con Diego Abatantuono, che arrivo al successo e capisco che la mia carriera è un altra. Inizio a fare un film all’anno, cercando anche strade diverse e, voglio dire, coraggiose, con film quali Vado a vivere da solo, scritto da me insieme a Marco Risi ed Enrico Vanzina, Un ragazzo e una ragazza, sceneggiato anche da Furio Scarpelli, e Colpo di fulmine, un film dolcissimo, con Vanessa Gravina e Ricky Tognazzi..
Senza dimenticare il grande successo di "Sapore di mare"
Sapore di mare è stato in realtà una grande casualità, in quanto il mio personaggio doveva essere originariamente interpretato da Mauro Di Francesco (che poi fece Sapore di mare 2, un anno dopo), che invece aveva già chiuso un contratto per Attila, il flagello di Dio con Diego Abatantuono. Io avevo saputo del film e allora chiesi ai produttori Angeletti e De Michelis di cosa si trattasse. Loro mi dissero che non era un film per me, che viaggiavo a cifre alte per l’ingaggio, e che lo avrebbero fatto tutto con attori giovani. Decisi di leggere comunque il copione e capii subito che funzionava. Chiesi solo di inserire alcune caratteristiche al mio personaggio e accettai la proposta di lavorare a percentuale sugli incassi. Fu la decisione giusta. Sapore di mare infatti, fece il “botto” al botteghino.
E da "Sapore di mare" a "Vacanze di Natale"...
Passando per Al Bar dello Sport, girato insieme a Lino Banfi, in cui interpreto uno dei migliori e più difficili personaggi della mia carriera, Parol. Aurelio De Laurentiis venne a farmi firmare il contratto per Vacanze di Natale nella rulotte mentre giravo il film. I produttori di Sapore di mare si alterarono un po’, perche mi volevano per il seguito. Ma poi mi diedero ragione, perchè Vacanze di Natale è un grande film.
Ricordi l'esperienza di girare in una Cortina deserta fuori stagione?
Il film, giustamente, prevedeva una serie di scene sulla neve. Ma di neve non ce n’era! La neve che si vede nella mia scena con la Sandrelli, con Pasin che poi mi corre dietro, è tutta schiuma. L’assenza di neve si vede poi benissimo ad occhio nella scena finale invernale, con la finta nevicata ma con il sole che riflette l’immagine delle Dolomiti spoglie sul vetro della finestra dell'hotel
Cosa ricordi di quel film e di quel periodo? Un quarto di secolo fa....
Era un periodo bellissimo, perché erano gli anni in cui si cominciava. Quindi, si avevano pochi problemi: quando il successo deve ancora venire, si è più incoscienti e spontanei. Dunque, in quei primi film che facevamo tutti insieme, in combriccola proprio, pensavamo solo a divertirci. Si pensava poco al futuro e ci si facevano molto poche menate. Avevo un grande entusiasmo che, però, per fortuna sono riuscito a mantenere.
I Gatti hanno lasciato un grosso segno nella satira italiana, mentre i comici di oggi sembrano tante meteore...
Noi di quella generazione venivamo da una scuola: venivamo da una grande gavetta fatta di centinaia e centinaia di spettacoli in teatrini, in cabaret, ovunque. Quella era proprio una scuola fatta da un gran repertorio dove cantavamo, ballavamo, facevamo gli sketch, facevamo la commedia. Insomma, non voglio dire che eravamo più preparati, ma avevamo uno spettro più ampio di recitazione e di spettacolo, di tutto. Mi sembra che il motivo per cui il nostro successo è stato duraturo nel tempo ed ancora la gente se lo ricorda è perché non improvvisavamo nel mestiere.
Dopo 25 anni sei tornato a vivere da solo...
Certo, a vivere da solo e al mio primo film. Ma non parlerei di sequel, se togli il loft che è lo stesso di 25 anni fa, le storie sono completamente diverse, parlo di una società tutta nuova.
Significa che il cinema della tua generazione non passa di moda?
Sono alcuni anni che la tv passa i miei vecchi film e anche i ragazzini li stanno riscoprendo. In edicola ci sono i miei dvd, poi giro l'Italia con il mio complesso, insomma sono sempre in sella, credo che mi vedrete presto dietro la macchina da presa, sto scrivendo ancora una storia di giovani, sui giovani, vorrei fare un film tosto sulla notte dei giovani. Ne ho già fatto uno ma stavolta voglio cogliere degli aspetti particolari, anche legati alla famiglia e non solo alla discoteca.
Prima di fare l'attore hai iniziato come musicista
Ho cominciato a suonare il basso a 15 anni con un complesso chiamato i Pick-up, conta che ero il più grande del gruppo...poi sono entrato in una formazione dove c'era anche Smaila alle tastiere e io passai alla chitarra solista. Le anime musicali dei gatti eravamo io e Umberto e infatti ci è rimasta questa grande passione sino ad oggi.
Parlaci del tuo spettacolo che porti in giro per l'Italia
E' uno show un po all'americana dove parlo, intrattengo il pubblico, racconto delle cose attraverso dei monologhi, poi canto le canzoni interpretandola alla mia maniera, faccio dei medley come quello su Battisti o la "pullman parade", l'hit parade della gita media. Ho cominciato a testarlo nei piccoli clubs, nelle serate in discoteca poi sono passato alle piazze e la cosa pian piano è cresciuta.
giovedì 22 gennaio 2009
INTERVISTA A JERRY CALA': LA NOSTRA COMICITA' E' ANCORA AMATA
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grande jerry... ricordo tutti i suoi film
mi hai fatto piegare in due dalle risate, sei mitico. grazie
mi hai fatto piegare in due dalle risate, sei mitico. grazie
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