Torna l'appuntamento con Amarcord, la rubrica a cadenza (quasi...) mensile che racconta i vostri ricordi, si tratti di personaggi, episodi incastonati in una precisa epoca, mode, cinema, musica, giochi ecc. ecc. Questo è lo spazio per aprire il nostro album dei ricordi, tirare un sospiro e lasciare andare la memoria al galoppo. Per non dimenticare, per ricordare ancora, per dividerlo con gli amici della nostra community. Mandate le vostre storia all'indirizzo mail iostoconglippopotami@gmail.com
Spazio ora al racconto di Marcello di Forlì, dedicato ai robot che hanno invaso la nostra infanzia e in particolare ai Mazinga.
H7-25
Mazinga Z lo conobbi negli anni 80, attraverso alcuni super 8 che mi comprò mio padre. Mi colpì molto che il protagonista, Koji Kabuto, doveva imparare ad usare il suo robot per combattere contro i cattivi. Imparare ad usarlo non era facile e Koji finiva anche per sbattere la testa e farsi male mentre tentava di pilotarlo, un po’ come un bambino, per imparare ad andare in bicicletta, cade molte volte per terra prima di riuscire a guidarla correttamente. È stato questo fatto del dover imparare a usare il robot a farmi affezionare molto a Mazinga Z, che è tuttora una delle mie serie preferite.
Questo robot è un personaggio fondamentale all’interno della storia dell’animazione nipponica. Nel nostro Paese è arrivato solo nel 1980 (dopo che erano già arrivati Goldrake e molti altri robot) e in modo parziale (solo 51 puntate piene di tagli, rispetto alle originarie 92). Oltretutto ha goduto di pochissimi passaggi televisivi e quindi non è molto conosciuto e apprezzato dai fan italiani che, a volte, finiscono per confonderlo col Grande Mazinga, che ne è in realtà la sua prosecuzione.
Mi ci immedesimavo talmente tanto in quelle serie che alla notte poi il rgazzino sfigatello che era in me sognava di guidare un robot e di compiere mprese eroiche, che mi permettevano puntualmente di conquistare la bella di turno. E pensare che stravedevo pure per il disegno di Kaoru, la ragazzin di cui era cotto Vatta Takeru nel cartone animato Trider G7
Vecchi ricordi di gioventù spensierata... Per fortuna che siam rimasti un pò ragazzini anche da adulti! Pensa che quand'ero bambino un mio amico diciamo piuttosto abbiente ricevette come regalo il flipper da sala di Goldrake! Chissà che fine avrà fatto... Ora sarebbe un pezzo da collezione.
E le favolose sigle di quei manga? Chi se le ricorda? Io ogni tanto le canticchio ancora. Mi ricordo che una volta al mare con gli amici facemmo incazzare un nostro compagno cantandogli una versione volgarissima di Ufo Robot tutta dedicata alla sua fidanzata (incipit del tipo: "si trasforma in eurozoccola con le tette superflaccide....").
Peccato che con tante tv private che ci sono in giro non li rifanno. Ma va a finire che mi compro i dvd, perchè secondo me sono dei cartoni che non dovrebbero morire mai! E meno male che in questo periodo mi posso perdere in questi ricordi, altrimenti impazzirei.
Marcello
mercoledì 13 maggio 2009
AMARCORD: I ROBOT ANNI 70/80
Tags : amarcord, anni 70, cartoni animati, goldrake, jeeg robot, manga, mazinga, miticultnews, miticulttrash, revival, ricordi, robot, trider g7, ufo robot
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slt
il est sympa ton blog ,
Comm's et visites ciblés pour ton blog !!!!!!!!!!!! alors :
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slt
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lacrumuccia, soprattutto perché quei tempi erano cosi teneri...
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