La pagina mensile del mio diario non poteva che essere dedicata al Re del Pop, che ci ha da poco lasciati. Chi non possiede un 33 o un 45 giri, una cassetta (anche registrata) o un cd del grande Michael Jackson?
Correvano gli anni 80 e io rimasi ipnotizzato da una canzone che da quel momento avrebbe segnato la mia cultura musicale: "Billie Jean". Quel 45 giri lo comprai e lo conservai come una preziosa reliquia. Jacko ballava come un ballerino di break dance con la grazia di Tony Manero, cantava cose mai sentite prima. Michael era ormai un idolo per me. Anche chi non lo apprezzava non poteva non riconoscerne l'immensa classe.
A dodici anni (1982) scoprì con sorpresa che era già una star da quando era bambino. Conoscevo e amavo canzoni come "Abc" e "I will be there", ma ignoravo che dietro quella voce c'era lui. A quei tempi i nomi più noti di bambini prodigio erano quelli di Shirley Temple, Liz Taylor, Jodie Foster, non sapevo che anche il "piccolo" Michael faceva parte di questa categoria.
Ma un bimbo, anche se di talento, deve restare un bimbo e poter godere della sua fanciullezza. Schiacciato da un padre padrone e dalle ciniche regole dello showbiz il futuro King of the Pop ha bypassato l'infanzia ma non ha perso il bisogno di viverla. Oggi, visto come è andata, e a mia volta padre, reputo più corretto rallentare la marcia verso la celebrità per non perdere il contatto con la felicità.
Lui fragile genio ha pagato con la salute (fisica e mentale) l'overdose di successo in cui ha dovuto vivere. Noi godevano del suo talento (chi non ha mai fatto il Michael Jackson in discoteca accenanndo il suo Moowalk?) e credevamo che fosse immortale. Credevamo anche che potesse tornare come prima, come se questi ultimi dieci anni di sofferenze e stranezze non fossero mai passati. Il genio restava infinito ma l'uomo era ormai finito da tempo. Lui stesso doveva esserne cosciente.
A pochi giorni dal suo annunciato ritorno sulle scene (ma ce l'avrebbe fatta veramente?) Michael ha ancora una volta sorpreso il mondo: per andare avanti ha innescato la retromarcia, ed è scomparso per sempre. Un passo da Moonwalker. L'ultimo.
Addio "piccolo" grande Michael e grazie per le emozioni che ci hai regalato.
Riposa in pace, almeno ora.
H7-25
mercoledì 1 luglio 2009
IL DIARIO DI H7-25: MICHAEL JACKSON
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7 Scrivi il tuo commento:
che bel pezzo, commovente. bravo
quasi un vittorio zucconi d'antan
mortacci mi sono commosso, complimenti. you are not alone...
bella la conclusione, da brivido!
ma ke l'ha scitto bigazzi?
La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu
Si, probabilmente lo e
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